martedì 2 ottobre 2018

Corni di Canzo nella nebbia





Cari lettori,
rieccomi di nuovo su questo blog per raccontarvi l'ultima uscita di uno sparuto gruppetto di MULI sui Corni di Canzo.

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Una meta quasi scontata, nella qualche però ci siamo inconsapevolmente trovati coinvolti nella "maratona ambientalista" di Legambiente che ha coinvolto migliaia di persone in tutta Italia (http://www.puliamoilmondo.it/index.php/comunicazione-media/news/459-grazie-a-tutte-e-a-tutti).

Infatti, all'inizio del percorso abbiamo incontrato un ragazzo che ci ha fornito di sacchetto e guanti invitandoci a raccogliere i rifiuti che avremmo trovato lungo la via. Ci ha salutato dicendo: "Tanto non ne troverete molti, di solito è pulito il sentiero".

Peccato che più siamo saliti verso i Corni, più il nostro sacchetto ha iniziato a riempirsi: lattine, bottiglie di plastica, molti pezzi di bottiglie di vetro e qualche altro oggetto come una specie di collare, una stringa e innumerevoli fazzoletti.
A un certo punto abbiamo smesso di raccogliere, altrimenti ahimé il nostro sacchetto non si sarebbe nemmeno chiuso!
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Mi sono tornare allora in mente le parole di Andrea Toniolo, un ragazzo che ha iniziato per vicende personali a fare gare di trail running, in particolare ultra trail (spero di non sbagliare i nomi, perchè non sono un'esperta della disciplina!), ed è poi andato fino a Capo Nord di corsa dal Veneto.
Così diceva, riferendosi alle gare che prevedevano decine di chilometri immersi nella natura:

"Riflettere, lontano dall'entusiasmo delle aspettative che io stesso mi ero creato a riguardo di quello che lo sport doveva offrirmi, portò alla luce anche gli aspetti negativi. Non mancavano infatti insulti di ogni genere, cartacce lasciate lungo il percorso, nessun rispetto per la zona che ospitava l'evento, gente che non si fermava per aiutare qualcuno in difficoltà." (Andrea Toniolo, 2016, "Il limite che non c'è", Alpine Studio). 

Anch'io come lui non capisco il perchè di questi aspetti negativi.
Non dovrebbe essere dato per scontato che amore per la montagna, per lo sport e per la natura in generale vadano a braccetto con il rispetto dell'ambiente, il rispetto degli altri e di se stessi?
A quanto pare non è evidente.

Per fortuna che c'era la nebbia a farci venire il raffreddore.
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Che c'erano le capre che ci lanciavano i sassi mentre salivamo.
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Che c'era qualcuno che sul Corno occidentale ci ha fatto una foto.
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W la Mula
W la nebbia e il sole solo al ritorno
W chi è andato sul Badile
W chi è stato a casa al calduccio

Silvia

lunedì 3 settembre 2018

CANI E PADRONI DI CANI (cit. Elio)




Non fa a tempo a svegliarmi, che con un balzo son nel letto.
Gli lecco la faccia.
So che gli da fastidio, ma so anche che la cosa infondo gli piace, gli da soddisfazione.
E' più indaffarato del solito.
Matte mano allo zaino, non è vestito come al solito.
Mi chiama : "Argo, vieni qua"!!
Son subito da lui.
Ogni tanto devo obbedirgli, mica sempre però!
Mi carica in macchina.
Partiamo.
Il viaggio è breve.
Siamo in un posto noto.
Luogo di tanti appuntamenti.
Vedo gente conosciuta.
Non che mi fotta particolarmente del loro aspetto!
E' il loro odore che mi interessa.
Qualche carezza, qualche richiamo.
Gli umani son proprio scemi!!!
Fanno certe vocine da cretini quando mi vedono!!
Si credono teneri.... Ma a me di loro interessa poco.
Preferisco chi ha paura!
Le donne urlano!!
Che spasso!!
Ripartiamo!

Il viaggio ora è più lungo.
In macchina con Ernesto anche un altro tizio.
Non ha un buon odore...
Sa di nebbia, nutrie e comunismo.
Sarà di Lodi....
Ed infatti ci ho preso!
Tale Enzo Lodigiano!!
Dei baffetti tutti da leccare....
Finalmente arriviamo.
Scalpito nel baule!
Ci son stati i tornanti e son tutto rintronato...
Salto giù.
Tutto è nebbia e promessa di pioggia.
Mi piace!
La gente attorno a me si veste con strane cose colorate.
Poveri scemi!
Ernesto prova a mettermi la mantella.
Non mi piace!
Non riesce.
L'ho vinta sempre io....
Iniziamo a camminare.
Anzi; loro camminano!!
Io corro avanti e indietro.
Quando ci sono altri umani Ernesto mi chiama vicino.
Io sto dove mi pare....
Di cosa avrà paura?!?!

Bellissimo vedo lo scorrere di un torrentello nell'ampia vallata.
La chiamano Preda Rossa.











Ho voglia d'acqua.
Corro sin che non son dentro.

Porco Cane!!

L'acqua è più profonda di quanto pensassi!!
Maledizione.
Son fradicio!!



Saliamo in mezzo alle nubi.
Umani mi vedono e mi fanno i complimenti.
So che il mio padrone ne va fiero.



Ed è in questi momenti che mi piace non dargli retta.
Da crepare dal ridere.
Mi infilo più volte tra il corpo ed il bastoncino del tipo zoppo pelato.
Ogni  volta mi manda a cagare...

Arriviamo al rifugio Ponti.





Io non posso entrare.
Mangiamo fuori.
Ci vuol poco ad intenerire i cuori.
Mi arrivano salame, speack, inculo un pezzo di mozzarella.
Metà panino del mio padrone.

La gente lamenta freddo.
Entrano nel rifugio.
Io non posso entrare.
Sti coglioni!!
Ernesto sta fuori con me, beve il thè seduto sul gradino.
Mi piace quando dedica il tempo solo a me.

Facciamo la foto tutti assieme.
Mostro il mio lato migliore.



Ripartiamo per scendere.
Cambiamo strada.
Scendiamo dalla morena.
Sentiero bello!



Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!

Poi di nuovo torrentelli e acqua.
Non piove molto.
Non è freddo.
Arriviamo alle macchine.
C'è in giro letame di mucca.
Ernesto non fa tempo a chiamarmi che mi ci sto rotolando dentro.

POrco cane urla lui!!

E' troppo tardi!!
Son sporco e puzzo!!!
Mi porta al fiume a fare il bagno!!
Non sa che devo camuffare il mio odore per poter sbranare dei vitelli?!?!

Mi carica in macchina.
Io, Ernesto ed il Lodigiano.
Ascoltiamo un pò di musica.
Mi piace la musica!!!

Attenti al lupo di Lucio dalla è la mia preferita.

Mi piacciono anche i film.

....Non ditelo in giro!! Ma con la saga di Twilight piango!!

....Capuccetto rosso invece è proprio una merda!!

Arriviamo a Lecco.
Molliamo il tipo con i baffi e andiamo a casa.
Puzzo da far schifo e ne son fiero.
Il mio padrone molla lo zaino ed entra in bagno.
Vedo che si cambia.
Si sta preparando....
Dove cazzo vuole andare?!?
Scende in giardino...Va verso il cancelletto!!
Voglio andare con lui!!
Mi saluta ed esce.
Provo a piangere un pò, ma non funziona.

Porco cane!!!


Argo




VIVA LA MULA!!!
VIVA LO SPEAK!!!
VIVA LA MONTAGNA!!
VIVA IL PREDAROSSA!!

giovedì 30 agosto 2018

Estate = Macedonia

19/08/2018

Prendi un brianzolo, due galbiatesi, un italiano (che però offende più volte la cucina sana e buona lombarda), un indiano e hai fatto una barzelletta, no scusate volevo dire macedonia: ossia quello che solitamente si fa in un'uscita M.U.L.A.

Partenza da Baiedo, si vede subito che è la nostra giornata fortunata perché riusciamo ad evitare il venditore di presepi al parcheggio. Si caro lettore, a Baiedo in agosto c'è una persona che vende le statuine fatte a mano in legno per il presepe!



Prendiamo la carrozzabile nel bosco: qua si dice che ogni partecipante alla gita abbia sudato un intero Lago di Como ma la fatica viene ripagata quando sbuchiamo ai Piani di Nava. Qua vista la beltà del luogo non possiamo mettere un adesivo.





Giungiamo al rifugio Riva dove l'amante della cucina non sana, il pugliese, prende una birra e noi gli facciamo compagnia con della sana uva.



Ripartiamo rinfrancati e giungiamo ad un posto che io definisco magico: San Calimero, col suo tetto rosso è riconoscibile anche a grandi distanze e diamo via al banchetto MULA. Addirittura c'è chi ha portato taralli produzione local Puglia e chi si è dilettato come uno chef stellato facendo riso freddo alla menta. Io pur non avendolo portato tiro fuori dalla manica un mio cavallo di battaglia: la ricetta del risotto ai fichi con prosciutto crudo sfumato all'ACE. Il riposo non dura un'eternità perchè danno pioggia nel pomeriggio, previsione che si avvera appena dopo il Pialleral; è la seconda volta consecutiva che prendo acqua andando a san Calimero con la MULA, sarà un segno di qualcuno?




Ma è la foto storta o sono i taralli alla cipolla che ci hanno reso KO?

Anche se un po' bagnati torniamo alla macchina sani e anche questa volta avendo evitati presepi. La macedonia è proprio un toccasana per corpo e spirito, senza MULA non si riuscirebbe a farle così spesso: grazie presidente!



W la MULA
W il Presidente
W il risotto sfumato con l'ACE W i presepi ad agosto

P. il Motta

Neve fresca sotto il sole di agosto - Traversata Carate-Bignami


Su una cosa siamo tutti d’accordo: le nostre montagne sono una meraviglia. E anche se bisogna svegliarsi prima delle 6 di domenica ne vale assolutamente la pena

Così, decisa la meta, il gruppo sparuto di muli che già era tornato dalle ferie islandesi, marocchine, thailandesi (il giorno prima!!), greche o anche solo italiane è partito verso la Valmalenco per esplorare luoghi in cui nessuno era stato. 

Ci ha accolto una temperatura glaciale di 5 gradi massimo a 2000 metri d’altezza, in località Campomoro. Glaciale era pure la signora del rifugio che si era svegliata “sverza” come si dice dalle nostre parti oppure aveva semplicemente il caratteraccio delle valli, la quale ci ha rifilato i nostri dovuti caffè e un panino alla bresaola.
 

Superato il muro (letterale) di una diga siamo risaliti al rifugio Bignami accompagnati dagli aneddoti di Paolino (leggete questo per esempio sulla proporzione tra due dita della mano e la lunghezza del pene adulto: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3739592/).

La salita fino alla Forca di Fellaria è passata senza che nemmeno ce accorgessimo. La brezza fresca non ha smesso di accompagnarci anche sotto il sole che iniziava a scaldarci un po’ ... in altre stagioni ci saremmo sciolti in un batter d'occhio!

Una volta al passo già a quota 2850, neanche il tempo di far merenda che c'era chi fremeva dalla voglia di andare più su, fino alla cima del Sasso Moro. 

Effettivamente perché fermarsi solo lì? Si prevedeva un ulteriore dislivello di soli 300 metri.

Allora il gruppo si è diviso, tra chi ha preferito andare direttamente al rifugio Carate e chi ha tentato la cima. Solo tentato, perchè da lì in poi erano solo sassi, sassolini e sassoni, fino a un certo punto in cui non c’erano più nemmeno gli ometti che segnavano il sentiero...

Comunque, la salita riservava bellezze inaspettate qualche metro più sopra: un laghetto in cui si specchiava il cielo, la vista di un altro laghetto azzurrissimo, la neve appena scesa la notte prima e del simpatico ghiaccio pendente. 


Alla fine siamo arrivati sull’anticima che comunque era a una rispettabilissima quota di 3070 o simili. Il Sasso Moro era solo un filo più alto, poco più in là e in realtà bellissimo da guardare perché con la luce che c’era a mezzogiorno sembrava un mostro di fango che urlava contro le piste da sci della Valmalenco...


Una temperatura gelida (ma tutto è relativo, visto che qualcuno era in maglietta e pantaloncini), circondati dal Bernina da un lato e sul Disgrazia dall’altro... bellissimo!


E poi via giù di corsa per raggiungere gli altri 3... e al rifugio abbiamo pure trovato altri due muli in gita ! Per la serie... il mondo è piccolo, la Mula è grande !


In conclusione:
W la Mula
W il presidente
W la montagna 
W la libertà

A presto
Silvia con Davide,Drummin,Federica,Paolino,Stefano

Il percorso completo: http://www.paesidivaltellina.it/forcafellaria/index.htm

domenica 19 agosto 2018

Un sabato "si ma dove?"

Questa è la storia in perfetto stile Mula: stai con gente che non hai mai visto prima, ma è davvero un piacere conoscersi. 

Questa è la storia di un sabato “ai laghi gemelli” e forse sarebbe stato meglio chiedersi “sì ma dove?” perché la geografia è un’opinione, non ci sono confini – finché le gambe vanno.

Questa è la storia di coraggiosi ragazzi che mettono alla prova corpo e mente e vengono derisi dai pastori.




E fu così che ci trovammo, chi prima chi dopo, e partimmo a fuoco verso la meta – e fin qui tutto bene. Belli i laghi Gemelli, belle le cameriere.


Ma a proposito di cameriera... Mamma mia che bocconcino! Bella, bionda, soda, calda, profumata.. Filante.. (??) Con la salsiccia.. (????) La polenta uncia, ovviamente!

La sexy cameriera?

E mentre una parte del gruppo si gustava le prelibatezze nostrane, gli altri sonnecchiavano al sole. Ma nel frattempo, il destino preparava il suo piano diabolico. Filippo, esperto conoscitore dei segreti di quelle montagne, si separa dal gruppo con Laura per andare a fare una ferrata: quella che i posteri avrebbero voluto ricordare come la variante difficile del percorso..

Ma torniamo agli impavidi escursionisti che, dopo una piacevole (e per alcuni abbondante) mangiata, pianificano un pomeriggio di relax, passeggiata tranquilla e contemplazione delle bellezze della natura.
Sí inizia alla grande, cedendo alla facile tentazione di un bagnetto fresco – gradita perfino la compagnia di due originali soggetti che a tutti i costi volevano essere immortalati nei loro tuffi e limonati dalla nostra personalissima bagnina.

Cullati dalle note dell’armonica suonata da Andrea, baciati da un tiepido sole che a poco a poco ci ha cremati e dopo un pediluvio rilassante, a un certo punto qualcosa si è incrinato e la sfiga ha cominciato a prendersi gioco di noi.

E niente, per dirla semplice: dovevamo andare a destra invece siamo andati a sinistra. Dovevamo stare in Val Brembana e siamo finiti in Val Seriana - con tappa al Lago di Branchino per rivivere i piacevoli momenti dell’ouverture di primavera.

Lungo il tragitto abbiamo incontrato una famiglia di camosci belli in posa sul crinale della montagna che il MulaContest lo vinciamo a piè pari – sempre se qualcuno è riuscito a fotografarli – ma fidatevi.

La forse foto dei camosci...

Tra di noi si sono tenute lezioni di milanesità per favorire l’integrazione di giovani fanciulle forestiere recentemente trasferite nell’hinterland milanese col risultato che al termine della giornata abbiamo portato a casa un “bene” pronunciato con il giusto accento e l’apprendimento del non semplice concetto di “Brianza” che non è facilmente definibile geograficamente, quanto piuttosto un vero state of mind.

Giovane fanciulla forestiera :)
Grazie ai consigli di sapienti rifugisti abbiamo trovato la strada nonostante il buio che avanzava, le gambe che vacillavano, l’ora tarda, l’agitazione, la fame e chi ci aspettava speranzoso alle macchine. Perché un po’ come la madre che aspetta il figlio di ritorno dal fronte, noi poveri e inesperti avventurieri delle cime avevamo chi, più esperto di noi, la strada la sapeva ed ha aspettato ore e ore il nostro ritorno chiamando addirittura i vari rifugi: meglio del Grande Fratello eravamo controllati e monitorati dagli occhi sapienti dei rifugisti che un po’ ci prendevano per il culo, un po’ ci rassicuravano “manca poco, prima che faccia buio arrivate alle macchine”. E alle macchine ci siamo arrivati alle 21, belli paciarotti, stanchi e felici accolti da Filippo che, nel frattempo…ma qui comincia un'altra storia.

Ore 12.30, tardi, molto tardi, Filippo e Laura partono per il percorso "difficile", la ferrata per raggiungere la cima del pizzo del Becco.


Sanno benissimo che faranno tardissimo cosi' avvisano gli altri che se per una certa ora non saranno di ritorno di partire pure per tornare alle macchine senza di loro. I telefoni non prendono, comunicare e' difficile ma ci si ritrovera' al parcheggio senza problemi (vero?)
Cosi' di buon passo iniziano la salita per la vetta, godendosi la natura e facendo amicizia con i padroni di casa.
Padrone di casa

Padroncino di casa...
Nel frattempo la salita si fa erta e iniziano le prime difficoltà tecniche.



Fino finalmente arrivare alla vetta.


Sfruttando un miracoloso attimo nel quale il telefono prende, Filippo chiama gli altri giu' per capire come sono messi e capendo dove sono riesce ad avvistarli dalla cima. Questa fu l'ultima volta che i due ebbero notizie del gruppo...


Dopo la pausa e il ristoro i due iniziano la discesa di buon passo per cercare di recuperare gli altri.
E nel frattempo, forse complice la stanchezza, si imbattono in discorsi di profonda filosofia come la meccanica quantistica e su "dopo quanti appuntamenti" e' giusto limonare.

Nel frattempo il tempo peggiora, inizia a piovere, tira forte vento e la discesa si fa sempre piu' ostica.
Dopo qualche ora di cammino i due arrivano al parcheggio e....
....nessuna traccia dei loro compari.

Seguono attimi di ansia e preoccupazione: "dove cazzo sono finiti?"
Grazie all'aiuto del mitico Diego, gestore del chiosco del parcheggio, iniziano a chiamare tutti i rifugi della zona (i telefoni dei compari erano irraggiungibili) fino a quando un rifugista li avvista in lontananza stanchi in val Seriana.
Non resta che aspettarli. Nel mentre Laura e Diego chiaccherano amabilmente raccontandosi vicendevolmente la loro vita.
All'alba delle 21.00 ecco che il gruppo si riunisce e si festeggia il "tutto è bene quello che finisce bene" al chiosco del parcheggio a suon di birra e patatine.




Elisa, Andrea, Filippo

lunedì 23 luglio 2018

Balla coi Muli Summer Party – 1° ed.

La Mula è compagnia


Diciamolo da subito: è stato un successo! Sia in termini di partecipazioni sia per il meteo che, al momento giusto, si è messo al bello oltre ogni aspettativa! L’appuntamento per tutti era al parco Increa di Brugherio, sabato 21 luglio dal pomeriggio a notte fonda! Chi c’era c’era, e chi non c’era si è sciolto!

Nonostante il meteo prima avverso e poi incerto, il nostro CDA ha lavorato con fede salda nei Santi protettori, facendo sì che dalle 16.31 il sole che ormai splendeva su tutta la Lombardia illuminasse un parco perfettamente pronto e attrezzato per la fiesta!
Un po’ di agonismo nei nostri eventi non deve mancare, e così …ecco le tre prove a cronometro, tre cimenti per misurare lo stato di salute di una Mula che si avvia ormai verso il suo quinto compleanno e che, giustamente, non vuole e non può tradire il suo spirito originario di allegra follia unita ad un minimo di esibizionismo fisico (altrimenti tanto vale farsi le vasche in centro col mocassino e la camicia a fiori…). Parliamo di ciclismo, scatto e bouldering, tutte attività che chi esce con la Mula conosce molto bene!!

Nella prova ciclistica, i concorrenti hanno dovuto affrontare un insidioso e scivoloso percorso fra gli alberi, pieno di curve a gomito. La gara è stata vivacizzata da fango, foglie, rami e dal potente mezzo fornito dall’organizzazione mulesca, dotato di due pedali diversi, uno dei quali privo di qualsiasi grip. Non sono mancati attacchi a tradimento con gavettoni ai malcapitati ciclisti!
La Mula è allegria

La gara di scatto, prevedeva che – legati ad un albero da un imbrago e un nastro elastico – i concorrenti riuscissero nel minor tempo possibile a toccare tre punti nel prato, sempre più distanti, vincendo la tensione della corda elastica. Anche qui, il cronometro e i gavettoni hanno reso la prova assai più ardua di quanto si potesse immaginare. Ma i Muli, si sa, sono forti più di Sansone e alcuni di loro sono riusciti persino a spezzare elastici ed imbraghi!
la Mula non è razzista

Nel bouldering, infine, si è visto chi più degli altri si meritava il titolo di “Salame 2018”: la gara infatti cronometrava la capacità di rimanere appesi ad un bancale, accuratamente levigato e trattato dal CDA Mula, fissato con tutti i crismi alpinistici, ad una robusta pianta grazie alla preziosa sinergia del nostro Papà Castoro e del Negher
La Mula è collaborazione

Anche qui non sono mancate sorprese e gavettoni!!
Al termine delle prove, scesa ormai la sera e salito l’appetito, tutta la truppa si è spostata al Bar Masnada, col quale il nostro P.R. /vice ambasciatore Danielo aveva provveduto a concordare prezzi speciali per le consumazioni e lì la festa è proseguita con il banchetto e le premiazioni! 
La Mula è cuore

Partiamo dalle donne, con menzione speciale alle plurimedagliate:
1)      Rita Dessi che vince due ori nella categoria femminile in bouldering e scatto,
La Mula è agonismo allo stato puro!!

2)      Arianna Longo che vince la gara di ciclismo, si classifica seconda nel Boulder 
3)      Francesca Ricci che vince la medaglia d’argento nello scatto e il bronzo nel ciclismo!

Nelle gare maschili i soli plurimedagliati sono stati
1)      Ronny, che vince due medaglie d’argento in ciclismo e scatto
La Mula è moto: Ktm ma anche Breva
La Mula è Loris

2)      Davide Maddiotto – detto Medio – che vince l’oro nello scatto e il bronzo nel ciclismo.

Gara di ciclismo, per la cronaca, vinta da Loris – detto il Belloris – che per questo motivo sarà il prossimo sponsor della Ciclomulata (sì, Loris, lo stai scoprendo adesso!)

E il premio SALAME 2018 di cui parlavamo sopra? chi più di tutti è rimasto appeso al bancale con la determinazione di un koala lasciandovi pure le impronte delle sue dita? Fra Navoni, che alla prossima cena del CDA delizierà i membri dello staff con un salame di almeno un metro!!

Dopo le premiazioni, con foto di rito e limoni vari, il gruppo si è spostato più lontano, in un parcheggio del parco dove la Discomula, animata dalle potenti casse della macchina di Ari è andata avanti fino a notte fonda fra pogate, allegria, gente che non ce la faceva più e via dicendo...

Ecco, questa in sintesi è la storia della nostra prima edizione del Balla Coi Muli Summer Party 2018.
Grazie a chi ha partecipato, a chi ci ha in qualche modo ospitato e a chi si è sbattuto per la sua riuscita!!

E adesso… la Mula va in vacanza per qualche settimana, buone vacanze a tutti in attesa dei nuovi eventi settembrini in arrivo!!!

W la MULA!!!!
W le nostre medaglie personalizzate
W il Parco Increa
W il Masnada
W il Presidente!!
W noi!!!!

Piter