domenica 21 giugno 2015

SOGNO DI UN TREKKING DI MEZZ'ESTATE (o quasi)


Il trekking alle tre cime di Lavaredo è un sogno che parte da lontano.
Circa un anno fa il mio occhio è caduto su alcune foto che immortalavano questi massicci e da allora sono divenute forte meta di attrazione....
Non ero mai stato nelle dolomiti!!!
Ma tutte le persone che vi avevano messo piede ne parlavano benissimo.
E' stato un percorso lungo quello che ha portato 14 impavidi sul sentiero Bonacossa (N.117) e poi, attorno alle tre cime sul sentiero n. 101.
Mi trovo con Luca a parlare con Anna, amica di mia madre che conosce bene la zona... Mi racconta, mi spiega, mi aiuta ad immaginare... Io vorace prendo appunti e formulo ipotesi.
Arrivo a casa e provo a cercare in internet.... Sa il demonio come mai ste cose di sentieri in montagna vederle su internet o dal vivo è tutta un'altra cosa. In internet io proprio non ci capisco nulla...
Ci troviamo anche con Fra a discuter la cosa... Ci fidiamo di Anna... Bonacossa sia!!
La settimana prima della partenza non è stata delle più facili a causa delle avverse condizioni meteo che ci si prospettavano.... Eravamo pronti a far saltar tutto, consapevoli però che non saremmo riusciti a trovare un'altra data utile per il trekking in tutta l'estate.
Ma il coraggio di molti che, fottendosene ampiamente del meteo hanno dato la loro adesione a venire, ci ha spinto a proseguire in quanto avevamo stabilito.
Dovevamo esser 21, Varie defezioni dell'utlimo / utlimissimo minuto ci ha portati ad esser 14.

La partenza è alle 4.01 del mattino da Cernusco sul Naviglio.
Un altro gruppo parte alla stessa ora da Lecco.

Il viaggio è lungo e bagnato da scrosci d'acqua talmente forti da obbligarci a ridurre la velocità in autostrada. I più in questi momenti stanno zitti maledicendo il loro essere su una macchina diretta ad un trekking....  Recuperiamo Terry a Peschiera del Garda e riprendiamo il nostro viaggio.
La pioggia man mano che saliamo diminuisce, un pallido sole tenta di mostrarsi, si mostrano invece in tutta la loro magnificenza le dolomiti.
I pensieri cattivi per un pò svaniscono....

Si giunge al lago di Misurina, si parcheggia la macchina alla base della seggiovia del "Col de Varda" che prendiamo per risparmiare un'inutile avvicinamento su una brutta carrozzabile.

Siamo :

Arianna da cernusco
Giulia da cernusco
Luca da cernusco
Merlo da cernusco
Coggiac da cernusco
Danielo da cernusco
Francesca da bergum
Davide da civate
Teresa da Padova
Il Gerva da Sala al Barro
Annarosa da Santa Maria Oè
L'Ernesto da Costa Masnaga
Andre da Milano
Severine da Nizza




Son le 10.20, ben in ritardo rispetto a quanto progettato, ma va bene lo stesso....
Partiamo!!
Risaliamo un sentiero che costeggia il fianco della montagna sopra al lago, E' un sentiero abbastanza irto e in alcuni tratti attrezzato con catene.
Severine non parla, ma i suoi occhi iniettati di terrore ed il suo respiro affannato dicono tutto....











Superiamo un paio di piccoli nevai e risaliamo sino a valicare la forcella di Misurina a quota 2335mt.
Da qui abbiamo una prima, seppur fugace visione della Tre Cime.



Iniziamo un saliscendi che ci porterà ad effettuare un grande dislivello durante tutta la giornata.
Camminiamo su roccette ben attrezzate con cavo metallico.
C'è chi tra di noi scende spavaldo, chi è invece più intimorito e valuta ogni passo...
Nessuno viene lasciato indietro e tutti hanno un occhio di riguardo verso chi è più in difficoltà.




Raggiungiamo i Cadini della Neve e dobbiamo ricorrere alla cartina e alla descrizione del sentiero per capire la strada che dobbiamo percorrere....

Quello che vediamo non ci piace molto!!

Un sentiero sale irtissimo verso la forcella del Diavolo a 2380 mt sovrastata dall'imponente torre del Diavolo, del Gobbo e dalla Torre Leo.

La descrizione parla di scalette attrezzate.
Annarosa ha i primi segnali di cedimento!!













Durante la risalita Severine finisce la benzina e il Merlo la sgrava dello zaino per aiutarla.
Sarà poi Andrea a prendere il pesante e scomodo zaino della francesina dandogli il suo easpac da 4 kg.

E ci si chiede ancora come abbia fatto Andre a portare tale zaino ad un trekking di due giorni!!!

Giungiamo alla forcella e ciò che vediamo ci spaventa un pò ...
Il canalone che ci porterà sino ai Cadin di Tocci è completamente ricoperto di neve senza alcuna traccia.
All'inizio del canalone la pendenza è notevole ma spiana velocemente.
Alcuni di noi iniziano un lavoro di tracciamento  che prevede dei traversi.
La prima parte viene superata con attenzione, il resto è divertimento e corse sulla neve!!
I più timorosi son dapprima restii a lanciarsi sul bianco manto, ma poi  ci prendono gusto buttandosi in corse sfrenate.












Nuovamente ci abbassiamo di quota e, nuovamente, ci tocca risalire.
Anna ha finito completamente la benzina e arranca stufa su pietraie che non gli piacciono molto.
Raggiungiamo il Rifugio Fonda Savio a 2360 mt. Lo troviamo ancora chiuso.
Si trova alla base dell'imponente Torre Wundt 

Ci hanno riferito che il sentiero Bonacossa era stato percorso due giorni prima di noi da un paio di ragazze tedesche.
Noi non abbiamo visto alcuna traccia sulla neve.
Questo ci porta a credere che siamo stati i primi a percorrerlo quest'anno!!

Decidiamo di fermarci brevemente per rifocillarci.
Un uccellino si avvicina impavido a mangiucchiare briciole.
Lasciamo un segno del nostro passaggio!






Nonostante le previsioni mettessero il diluvio universale, ci ritroviamo alle 13.45 ancora miracolosamente asciutti.
Il cielo è parzialmente velato con nubi amiche che rendono più dolce il nostro camminare.
Tutto sa di "grazia"...
Al rifugio ci raggiunge un tale che sta facendo a ritroso in nostro stesso percorso.
Gli chiediamo quanto ci manca al Rif. Auronzo. Stima un paio d'ore di cammino.
La cosa ci rincuora un pò.
Riprendiamo ancora il nostro procedere.
Nuovamente riscendiamo su rocce attrezzate.

Cominciamo ad averne un pò le palle piene di questo saliscendi...






Scendiamo nei Cadini del Nevaio.
Nuovamente ci affidiamo alla cartina, dal momento che non vi sono tracce e che la segnaletica non appare così chiara.

Costeggiamo il versante sinistro della vallata e risaliamo un promontorio nel quale rinveniamo delle vecchie postazioni alpine e dove ari e giulia riproducono la grotta della madonna di Lourdes.




Ora ... le cose son 2 : o si affronta il tratto di sentiero ferrato che ci permette di raggiungere più celermente la meta del nostro vagare, oppure ci si abbassa di quota e si risale da un sentiero che costeggia la strada asfaltata che porta al rifugio Auronzo.
Nell'incertezza generale l'unica decisa sul da farsi  è Anna che dice :" col cazzo che faccio la ferrata"!!
Ci si divide in due gruppi; da una parte Anna, Gerva, Severine e Merlo per il sentiero più easy e dall'altra tutti gli altri.
Mentre i primi cominciano a discendere, il secondo gruppo si attrezza con kit da ferrata.








Dopo esserci così attentamente preparati non troviamo però il sentiero!!
Luca e Davide vanno in ricognizione ma nulla....
Dalla cartina vediamo che la nostra via si trova alla sinistra del promontorio. Effettivamente troviamo una traccia che però si perde.
Il tempo passa e nuvoloni poco promettenti si affacciano all'orizzonte,...
Decidiamo di seguire l'altro gruppo e fare il sentiero più facile.
Il paesaggio è bello e verdeggiante.
La cosa ci gasa dal momento che abbiamo visto rocce per tutto il giorno.





Oramai si cammina per inerzia....Solo perchè si vuole arrivare a destinazione.
Il gruppo si sfalda un pò.
I più forti sono avanti, chi non ne ha più arranca.
E' un tratto eterno di 400 mt di dislivello quello che ci porta sino al rifugio.
Quando si è convinti di essere giunti ecco che si trova un nuovo promontorio che ti allontana dalla meta.
Giungo che i primi stanno già bevendo la birra.
Ci posizioniamo per una foto di gruppo che stanno arrivando gli ultimi del nostro gruppo.
Riusciamo a fare un paio di scatti e poi si scatena l'inferno di pioggia.




Non so voi... Ma io trovo qualcosa di miracoloso in quello che è accaduto...
Niente pioggia per tutto il giorno e poi scroscioni a non finire solo quanto tutti i membri del gruppo sono al riparo....

Non abbiamo tanto tempo per metterci comodi.
Son già quasi le 19,00 e si cena alle 19.30.
Il cibo è abbondante.
Certo non ci troviamo nel classico rifugio in legno, l'Auronzo è più un alberghetto...
Ma la visuale dei cadini di Misurina che abbiamo attraversato durante la giornata è eccezionale!!





Si va a letto presto. La giornata è stata lunga...
L'indomani ci si sveglia senza pioggia.
Le previsioni parlano di rovesci verso le ore 12.00. Noi per quell'ora contiamo di essere alle macchine!!

Partiamo con mezzoretta di ritardo... Le donne in queste cose sono proprio brave :-)

Camminiamo su una carrozzabile sotto il versante sud delle tre cime. Da qua non sembrano così imponenti...












Dopo poco arriviamo al Rifugio Lavaredo.
Risaliamo l'omonima forcella e lo spettacolo cambia!!
Scorgiamo le Tre Cime di lato e infondo sulla destro il rifugio Locatelli alla base del Monte Paterno.







Il cielo intanto si fa sempre più grigio..
Di gran fretta ci scattiamo una foto di gruppo.
La visuale è pazzesca!!
Questo versante delle Tre Cime è straordinario e strapiombante!!









Nuovamente scendiamo per poi risalire.
Minacciose nubi attraversano le tre cime e non promettendo nulla di buono....




Così come tutti gli incantesimi hanno prima o poi fine, anche il nostro termina.
Delle gocce di pioggia cominciano a cadere dal cielo.
Prima più rade, ma in fretta l'acquazzone ci colpisce.
Mettiamo i copri zaino e gli impermeabili.
Qualche tuono invade il silenzio che regna attorno a noi. Qualche lampo fa capolino tra le nuvole.




Siamo in zona "capanna dei pastori".
Manca una mezz'oretta al rif. Auronzo.... La mezz'oretta persa alla mattina a causa dei tempi lunghi delle fanciulle....
Arianna, che si trova nelle retrofila, mette il turbo intimorita dal maltempo e, in men che non si dica, raggiunge i primi e li supera.
Raggiunge e supera il buon Castagna che solitamente da la biada a tutti quanti...
Nessuno conosceva che la ragazza possedesse queste doti di skyrunner!!

Valichiamo l'utlima forcella....
Piove ancora, ma lo spettacolo è degno!!



Arriviamo al rifugio Auronzo fradici!!
C'è giusto il tempo per cambiarci, per bere un tè caldo e per soccorrere una vecchietta in difficoltà e prendiamo alle 11.40  il pullman per tornare al parcheggio.

L'ultima foto prima della "vascata" in macchina...



Partiamo sotto la pioggia.
Ci fermiamo a mangiare in un autogril.
Ci salutiamo.
Le macchine prendono strade differenti....

A Padova diluvia!!
Scarichiamo l'amica Terry...
Arriviamo a casa cotti da un trekking sicuramente soddisfacente!!
Siamo stati via 2 giorni.... son parsi 5!!

Abbiamo fatto un gran bel giro. Sicuramente impegnativo.
E' sempre bello mettere assieme persone che non si conoscono e che assieme condividano la fatica, la bellezza della natura, i suoi pericoli.

Davvero di cuore un sentito grazie a chi mi ha accompagnato in questa avventura che è stata la realizzazione di un piccolo sogno.



W LA M.U.L.A!!!
W GLI SCONOSCIUTI!!!
W ANNA CHE CI HA CONSIGLIATO QUESTO BEL GIRO!!!
W LA RAGAZZA DI CAMBRIDGE CHE GIRA IL MONDO IN BICI!!!

Danelo

mercoledì 20 maggio 2015

Rifugio Bietti ... +1

Nonostante la mancanza dell’organizzatore di mete per eccellenza – Francesco Navoni - Annaruga, Luca-Luchino ed il Vena (poi pacconaro!)  propongono la gita al rifugio Bietti!
I cernuschesi partono alle 7,10 …ops…vorrei dire 7,20 causa il consueto ritardo da parte della Mula DOC Arianna! :D
Il ritrovo è fissato per le 8,15 a Mandello!
Io e l'Arianna arriviamo in ritardo di un quanto d'ora anche per colpa dei villici che ci mandano a prendere il pane dalla famosa Rosetta di Mandello … facendoci perdere per le sue viuzze!!!:D
Anna ed il Gerva sono già al ritrovo (ormai sta diventando una strana abitudine la loro puntualità :D), e con loro ci sono anche Davide (alla prima uscita Mula) ed Ernesto.
Poco dopo ci raggiungono Federica  e Marco (anche per lui prima uscita Mula) che hanno deciso di venire in gita con noi la mattina stessa!
Ci siamo…si parte!
Imbocchiamo il sentiero n° 15 (nel quale ad intervalli, sono posizionale delle croci utilizzate per la via crucis) che ci porterà fino al Santuario di Santa Maria di Olcio, dal quale si gode di un bellissimo panorama della valle!!!


Fuori dal saltuario ci fermiamo a parlare un attimo con un tipico villico molto cordiale.
La salita inizialmente è abbastanza tranquilla, ma la forte umidità la rende un po' faticosa…
Fortunatamente il percorso è abbastanza ombreggiato e ci si difende dal sole.


La compagnia è piacevole e, tra una chiacchiera e l’altra, proseguiamo abbastanza agilmente fino a quando avviene una scena in stile “Mamma ho perso l’aereo”: PATRIZIO!!!!!




oh cavolo?!?!?!? Ce lo siamo dimenticati? 
Presi da un attacco di panico ci fermiamo per vedere se eventualmente ci avesse contattato…
Nessun segno di Patrizio…quindi proseguiamo nella speranza di non vedercelo sbucare da un momento all’altro!:D

La salita si fa più dura ma le Mulette, grazie alle “bombe di polase” vanno su che è un piacere!
Ma anche il resto della truppa non è da meno e, dopo circa tre ore e mezza di cammino (e 1400 mt di dislivello) raggiungiamo il rifugio Bietti!



Ci prepariamo per banchettare…ovviamente il vinello non manca mai…il sole si invece!
Durante il banchetto infatti ci si posiziona sopra di noi la classica nuvola di Fantozzi...:( (che ovviamente andrà via quando poi saremo ripartiti).
Mancando sia il Bod che Danielo, tocca a me fare l’appello...con scarsi risultati ovviamente ma non poteva non essere fatto! Si conta quindi Luca Luchino e Arianna da Cernusco, Annaruga ed il Gerva, Federica, Ernesto, e per la prima volta con  noi Davide e Marco!
Lo Spirito dello Zurgi veglia sempre su di noi!



Verso le 14 ripartiamo! Anna inizialmente viene un po “insultata” da tutto il gruppo perché, per vedere la Porta di Prada, ci fa fare un giro ad anello che allunga la gita di almeno un ora!
Però poi viene ringraziata per la bella variante fatta... e poi diciamolo … il giro ad anello vale sempre un bel +1!!!
La porta di Prada è inoltre veramente bella!!!




Dopo aver fatto gli scatti di rito arriviamo alla bocchetta di Prada dove il Gerva marchia il territorio attaccando l'adesivo della Mula !



Scendiamo in un sentiero più docile rispetto l’andata e ad certo punto il gruppo si divide: Federica e Marco decidono infatti di scendere per il sentiero che costeggia il fiume…un po più lungo ma molto suggestivo tra guadi, vasche e ferratine… non gli mancherà ovviamente di fare anche il bagnetto!
Noi invece proseguiamo per la nostra via che però piano a piano si perde diventando il regno delle ortiche!!! Ne era veramente pieno!
Il giro ad anello si richiude e ritroviamo il sentiero dell’andata, raggiungendo il Santuario.
Visto che comunque Federica e Marco ci avrebbero messo più tempo, ci fermiamo a visitarlo, ma soprattutto ci affacciamo alla balconata del giardino per vedere giù il panorama!
Con noi c'era anche un reporter della RAI che stava facendo un servizio sul santuario…



Noi Muli non volevamo perdere l’occasione di diffondere il verbo della Mula…e quindi dopo Teleunica, la webcam sotto il Monterosa ed il servizio dell’ “Andrea Gamba da Carenno” volevamo di più!
Prossimo obbiettivo prefissato: CNN!!!
Stiamo li un pochino a goderci il sole, e ci facciamo riprendere mentre facciamo finta di guardare il panorama…ovviamente con magliette della Mula in bella vista!
Il Servizio dovrebbe andare in onda al TG3 delle 14 di giovedì.
Arriviamo alle macchine e ci riposiamo un attimo mentre aspettiamo Federica e Marco.
Vista la tarda ora (circa le 19) decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa insieme, non prima di avere “pucciato” i piedi nel lago! Che goduria!!!
Marco si fa addirittura una nuotatina, nonostante il sole fosse ormai al tramonto!



Quindi pizzettina e via!
Che dire…proprio una bella giornata!
La camminata, anche se lunghetta, è stata molto molto bella!
Anna (ora posso ammettere che mi sono fidato di lei alla cieca sulla scelta della gita) ha fatto proprio una bellissima scelta!
Sempre più nuovi Muli sono con noi, e questo non può altro che fare piacere!


Unica pecca di giornata sono le zecche che alcuni di noi si sono ritrovati addosso i giorni seguenti!


 
                                                 Maledette!!!

                         Hanno scelto le carni più tenere delle nostre Mulette!!!




W la Mula
W il giro ad anello
W la RAI (solo se ci trasmettono :-D)



                                                      Luca Luchino





giovedì 9 aprile 2015

CIMA GREM!!!

7-2-2015

Era forse sabato 7 febbraio. Finalmente avevo ben riposato prima della gita, a differenza della volte precedenti. Era la mia quarta escursione nel gruppo M.u.l.a. Ero anche già stata battezzata ancora alla prima uscita con una spalmata di spumante sul volto e via. Credo fosse lo Ste Riva (in occasione della faticosissima escursione verso la Cima del monte Massone) ad avere avuto la geniale idea di cospargermi in quel modo. Ma è una delle tante e strane dimostrazioni di amore tra noi compagni muli!
Ebbene quel giorno c'era un grigiore diffuso e le previsioni annunciavano nebbia, nuvole e pioggia a seconda delle zone. Noi ci siamo spostati nella bergamasca in Val Seriana, pronti ad affrontare distese infinite di neve nelle peggiori condizioni, puntando in alto più delle nubi verso la Cima Grem 2049 m. Dal colle Zambla son circa 800 metri di dislivello.
Il taccuino di bordo impresso nella sfumata memoria annota due macchine per un totale di 8 muli. L'appello del mulo cernuschese Bod ne contava altri 7: Luchino e il suo gemello Danielo , i milanesi Federica (la sottoscritta) e Peter, i novelli sposi Gloria e Luca, e dulcis in fundo Il Vena. Ritrovo alle 7.30 (10 min di ritardo) sotto casa di Pietro che raccolgo col mio fantastico monovolume del '97, il cosidetto "Gran Buon Vecchio Galaxy" e col quale andiamo a fare gasolio totalizzando un buon quarto d'ora di ritardo sul ritrovo delle 7.45 previste in quel di Cernusco ove abbandono il potente mezzo. Lasciata l'auto al parcheggio ripartiamo in 5 sconfortati dalla pioggia ma di ottimo umore per la preziosa compagnia; guida Danielo. Ultima tappa per recuperare Vena, Gloria e Luca e poi bar per emergenza pipì e necessaria doppia colazione dopo la levataccia. 
Partenza prevista: ore 9 dal Colle Zambla, partenza effettiva, ore 10.30 dal Colle medesimo. Dopo questi 4 incontri ho capito che la M.u.l.a. si rivela spesso ritardataria.







Il clima è umido, c'è nebbia e non fa niente niente caldo. C'è tanta neve e questo rende tutto molto poetico. Imbocchiamo il sentiero e dopo poco ci addentriamo nel bosco imbiancato.








Il cielo continua a essere grigio ma la fatica per la neve alta ci costringe a spogliarci.
Tra una chiacchiera e l'altra sbuchiamo fuori dal boschetto e nel grigiore più totale scopriamo che si intravede un sole tiepido.



Inaspettatamente le nubi si diradano sopra di noi e spunta un sole incandescente, la luminosità è altissima per il riverbero dei raggi solari: è il momento di tirare fuori gli occhiali da sole e sfoggiare le canottiere!




Le foto si sprecano: sopra di noi un cielo blu intensissimo e terso e nemmeno un filo di vento e sotto di noi una distesa di nubi da cui emergono solo le cima più alte.




Tappa ristoro prima dell'ultimo tratto a Baita alta (1613 m) e due chiacchiere con qualche sciatore escursionista dotato di pelle di foca. C'è chi sale e chi già scende. Noi saliamo.




La neve è alta e non regge il nostro peso. Io faccio strada mentre Pietro si attrezza con le sue antiche (e soprattutto utilissime) ciaspole regalate da un gentile parente e mi sostituisce alla guida del gruppo. E passo dopo passo arriviamo in alto fino a raggiungere le lunghe e suggestive creste innevate che percorriamo fino alla croce.




Il paesaggio è nuovamente indescrivibile. Dopo aver preso coscienza della bellezza del luogo ci prepariamo al luculliano banchetto.




I gemelli scoprono di non avere il pane, ne segue battibecco dove la responsabilità della dimenticanza viene elegantemente palleggiata tra i contendenti.




Intanto nei preparativi una bottiglia di te, sbadatamente abbandonata a se stessa su un declivio, prende velocità scivolando inesorabilmente fino a valle. Qualcuno porta del vino ma aimè manca il cavatappi. In molti hanno tentato l'espugnazione con coltelli e coltellini ma ogni prova risulta vana e unica cosa che il Bod riesce ad aprire è una grossa ferita sul dito indice. Sfatato il pericolo imminente di uno svenimento di Bod alla vista del sangue, io e Gloria curiamo amorevolmente la ferita molto profonda che costerà qualche punticino e qualche ora persa in prontosoccorso.



Ci rassegniamo a banchettare umilmente con le disponibilità di ognuno dividendo cioè che abbiamo, mancanze e abbondanze.
Gloria ci mette a conoscenza dell'esistenza di una delizia culinaria mai conosciuta ma che suscita il gradimento di tutti: il PAN DI SPEZIE!!!
Rifocillati scattiamo ancora qualche foto prima del ritorno; c'è chi tenta di salire più in alto sopra la croce e, potendo, ancora più su...


La discesa sarà lunga ma divertente, percorsa a grandi balzi nella neve fresca che a tratti cede sotto il nostro peso.





Seguono pausina per bere e ulteriori scatti al sole che si abbassa verso l'orizzonte;



qualche chiacchiera nell'ultimo tratto verso il boschetto e le ultime bellissime immagini impresse nella mente della luce che filtra tra i rami e rende ancora più incantevole l'atmosfera.



Un camoscio segue i nostri passi dall'alto di una roccia, lasciandosi fotografare,



e attende paziente di essere lasciato nuovamente nel suo silenzio fatto dei sussurri di una giornata serena che volge al tramonto.
Tra un racconto e l'altro, e applicato l'adesivo mula,



si giunge finalmente alle macchine. Prima dell'effettivo rientro ci concediamo te o birretta al bar più vicino e, accesi i fari, scendiamo di nuovo verso valle nella nebbia, ascoltando il cd di Danielo con le canzoni dei cartoni animati.
Reminescenza passate e stanchezza ci accompagnano fino a casa mescolandosi col gusto ancora fresco di una bellissima escursione e di una giornata stupenda trascorsa in piacevole compagnia.
Ancora una volta, grazie Mula!


Federica


giovedì 2 aprile 2015

Alpe Lendine (28/03/2015) Mont Blanc oh yeah!!!

Alpe Lendine (28/03/2015)
Mont Blanc oh yeah!!!

Ve lo dico subito: il titolo con il Monte Bianco non c'entra niente...eravamo in alta Valchiavenna, anzi in Vallespluga!  All'appello questa volta hanno risposto: 
Séverine da Nizza (alla sua prima uscita), Federica da Milano, Luchino, Danielo e Bod da Cernusco e naturalmente colui a cui è toccato in sorte questo articolo!

La partenza è fissata alle 7.00 da Cernusco Beach...per l'occasione il Mulabus della Fede si è trasformato in Mulataxi e così, recuperati tutti i membri della spedizione, verso le 7.30 siamo in pista!
Verso le 9 ci fermiamo in un baretto dalle parti di Verceia per fare colazione, permettere alle vesciche deboli di alleggerirsi e consentire ai gemelli Cambiaghi di dotarsi di panini...
Sono circa le 10 quando, dopo altri km e molti tornanti, arriviamo all'attacco del sentiero, nella piccola frazione di Olmo, sotto la chiesetta... che sole!!! maniche corte (c'è chi osa persino i pantaloncini!), crema solare e via!!! E' una salita di riscaldamento, lieve e graduale che ci porta dapprima a un gruppetto di baite di pietra e poi si insinua fra gli alberi risalendo diagonalmente il versante verso l'imboccatura della valle.

Per me è il bosco dei pensionati ma favorisce l'appello (compito del Bod) e la conversazione....rinvigorito dalla colazione al bar e dalla dormita fatta in macchina nel suo spazio autogestito, Danielo ne approfitta per fare gli onori di casa Mula a Sev....la strategia scelta da Danielo è la solita: sfottere i nuovi arrivati in ogni modo possibile, in questo caso sparando luoghi comuni e parole a caso su Francia e Francesi (tra cui, per l'appunto, Mont Blanc oh yeah)... ma Séverine non si lascia impressionare e, non solo gli dà poca soddisfazione, ma gli dà pure ragione!!

Intanto comincia la neve ma la pista rimane, tutto sommato, battuta. Saliamo all'ombra del bosco, le sommità degli alberi oscillano dolcemente nella brezza mattutina, in una danza che non necessita di ritmo per essere armonia.

Nei pressi dell'Alpe di Lendine, Danielo e Federica si esibiscono in uno scontro di wrestling in confronto al quale Rey Mysterio e The Undertaker impallidirebbero... Forza contro agilità, potenza verso tenacia... si discute ancora su chi abbia riportato la vittoria!

Arriviamo all'Alpe che è ormai ora di pranzo! Un segnale annuncia un lago ad oltre un'ora di cammino ma la neve è abbondante e senza ciaspole è difficile procedere oltre...
Attacchiamo l'adesivo Mula e ripariamo con una benda adesiva un cartello dondolante...

Finalmente scatta la ricerca di un posto dove mangiare! Abbiamo l'imbarazzo della scelta: c'è il sole, un gruppo di baite raccolte in una conca ai piedi di cime maestose...siamo soli, salvo un paio di escursionisti poco lontano. Trovata la nostra tana, banchettiamo!!! Non mancano mai il vino, la maionese, il toblerone, il ritter, il caffé dei Cambiaghi, la frutta secca della Fede....poi il riposo. Suono l'armonica, ci lanciamo nella neve oltre i parapetti giusto per il gusto di farlo... 

Si cerca la foto Mula ideale, ma la migliore è quella di Danielo che, volendo sembrare un comodino, pardon...un sasso, si piega a 90 con la maglietta Mula a coprirgli (finalmente) la linea del deretano con Séverine che minacciosa gli si avvicina da dietro armata di un obiettivo di dimensioni impressionanti. Per un attimo ho temuto il peggio....

Dopo il momento foto, in teoria, dovremmo ridiscendere...ma perché tornare da dove siamo venuti, soprattutto se per scendere si  può ancora salire?! Risaliamo il versante opposto in direzione di un sentiero alternativo che qualcuno di noi ha sicuramente studiato, e, dopo un piccolo guado in cui Séverine allaga i suoi scarponi e vari saliscendi nella neve fresca, arriviamo ad un nuovo alpeggio dove sostiamo alcuni minuti al sole e dove Dani inscena per noi una versione moderna della Passione.


Ci rimettiamo in cammino, il bosco ci riprende e, seguendo delle tracce false, ci troviamo leggermente fuori strada...il sentiero chissà dov'è! Ma la Mula sa sempre scegliere la strada migliore per istinto naturale (e forse anche grazie ai gps di cui sono dotati i nostri cellulari) e così scendiamo piano piano per un pendio quasi verticale disseminato di rami secchi, sassi e cespugli coperti dalla neve che ogni tanto si aprono sotto i nostri piedi in piccole voragini.....E' qui che Sev comincia impercettibilmente ad innervosirsi esprimendosi in eleganti francesismi che provocano l'ilarità generale! In breve però ritroviamo il sentiero ed agevolmente riguadagniamo il paese.

Al parcheggio siamo tutti piuttosto sporchi e conciati ma, banalità per banalità, anche questa volta molto contenti e soddisfatti della gita! "Da 8+" dice Dani. Sono d'accordo!
Il Mulabus, sapientemente pilotato dalla Fede, scende senza incertezze verso valle...qualcuno dorme schiantato dalla fatica, qualcuno chiacchiera, qualcuno cerca gli ultimi scampoli di sole fra i monti che sovrastano il Lario e così, ritrovata la pianura, ci disperdiamo fra Cernusco, Segrate, Milano....ognuno a casa propria, ma in comune le istantanee che, prima ancora delle nostre macchine fotografiche, ci sono rimaste stampate dentro.

Bravi a tutti e benvenuta Séverine, prima mula d'oltralpe!!!! Alla prossima!

Pietro