lunedì 24 ottobre 2016

Castagnata mula!

C’era un tale che la sera del dì di festa non riusciva a godersela poi tanto bene. Nel mio caso, in realtà la sera del dì di festa, domenica scorsa, è andata diversamente. Ero proprio contenta della bellissima giornata di sole appena trascorsa. Una di quelle domeniche sere in cui ti senti carico per affrontare la settimana, forse anche per il fatto che oltre ai soliti (bei) muletti, alla castagnata avevano partecipato anche amici che raramente si uniscono alle nostre uscite. E poi niente, è proprio mentre ripensi alle cose belle della vita e cerchi di ri-visualizzare la giornata appena trascorsa che ti rendi conto di una grave, gravissima mancanza. L’appello. Nessuno aveva fatto l’appello!!! Ok, provo a rimediare facendolo ora, sperando che i nostri santi non ce la facciano pagare alla prossima uscita... dato che tra l'altro ci avevano anche regalato una giornata di sole spettacolare.
Con una giornata così...i veri muli avrebbero puntato a qualche vetta :P
Momenti prepartenza
Ci addentriamo nel bosco...
Che la raccolta abbia inizio!!


Ma torniamo all’appello.Sono arrivata al punto di ritrovo insieme a tutti gli altri Cernuschesi. Sarà per il fatto che avevamo giusto qualche minuto di ritardo necessario per permetterci di fare colazione e che mancavamo proprio solo noi, che il primo pensiero fatto da me e dai miei compaesani all’arrivo è stato un unanime “ma quanti c***o siamo?”
Da Cernusco: Arianna (la sottoscritta), Danielo, Luca Luchino, Fra, Cicci, Giulietta, Blingio, Bod l’organizzatore, l’Ale e Simo e, alla prima uscita mulesca, la Cri, Mere (per mere mi sa che non era la prima, ma fa niente), e il loquace Zucco. Da Lecco e dintorni AnninaMulaDoc, la Susi e Mark, i fratelli Corti Mario Fede e Chiara, il Vena e la Bea. Il Castagna (ovvio, mica poteva mancare) e Ilaria, Margo e Albo, il Loris (lui arriva da Rescaldina ma per comodità lo affiliamo ai lecchesi), Claudiano e la sua cadrega dalla stazione di Lecco (…lui però ha creato l’evento!), la Erika e Brusa (mi perdoneranno se non ricordo da dove arrivano!). Da un luogo non ben definito, alla loro prima uscita mula, anche Matteo e Margherita. Sul luogo, ovviamente, ci attende Peter organizzatore e padrone di casa. E per la prima volta, due special guest: Skunkie e Simba, i primi quadrupedi muletti :) 31+2. Siamo tantissimi!! Dopo i consueti saluti e le dovute presentazioni iniziamo a incamminarci, con grande gioia dei più pigri ci accorgiamo che il bosco intorno a noi è fitto di castagni e non occorre allontanarsi troppo. Ben presto il gruppo si divide per iniziare la raccolta e ci diamo appuntamento all’ora di pranzo.

Bé, dato che in pratica non ho ancora iniziato il racconto e ho già superato le 400 parole, non entrerò nel dettaglio della raccolta, vi basti sapere che nonostante i più scettici di noi dubitassero di trovare mezza castagna, in realtà ne abbiamo raccolte chili su chili grazie alla solita competitività iscritta nel DNA di parecchi muli. 
La mattina è trascorsa così, sparsi in un bucolico sottobosco in compagnia di un’abbondante fauna: uccelli dai versi strani (no, non è un doppio senso), parecchi insetti (vespe infami che pungono) e un bel rospo che doveva sicuramente essere un ricco principe, ma che è stato troppo rapido per farsi baciare dalla sottoscritta o altre mulette. 
Ed ecco che proprio mentre ci aggiungiamo a concludere la raccolta che dal bosco compaiono altri muli: un Giroletti (qualcuno mi deve ancora spiegare da dove è sbucato), la Eli e Giuseppe. Siamo a quota 34+2!!      


Qualcuno si dispera per non aver trovato mezza castagna...
                                          
Terminata la raccolta ci dirigiamo verso la casa da Peter, che ha gentilmente messo a disposizione di tutti noi la sua casa e il suo giardino. E' qui che tutti i muli hanno ricevuto un insegnamento importante. Merito del premuroso Bodino, che per permettere a tutti di portare nelle proprie case i frutti della giornata, aveva provvidenzialmente acquistato delle castagne di Cuneo da un napoletano. Ecco, un vero mulo forse avrebbe diffidato dell’abile venditore, ma perdoneremo il caro bodino che è appena tornato dalla trasferta haitiana e forse era ancora un po’ scombussolato al momento dell’acquisto. Fortunatamente, come dicevo, di castagne ne avevamo a volontà.
Il padrone di casa

Bodino alle prese con le castagne
Si mangia e si beve in abbondanza, si cazzeggia parecchio e si passa del tempo di qualità insieme.







Certo, la giornata migliora ai molti quando fa il suo ingresso inaspettato il Presidente – anticipato di qualche minuto dal buon Sommo – che il sondaggio di qualche giorno prima dava per immerso nel fango insieme ad altri 29 uomini. 
Il suo arrivo mi destabilizza parecchio, perché è noto il mio scetticismo alla presidenza del Calo dovuto in primo luogo al suo frequente assenteismo (e non certo alla sue origini sicule…). Proprio il presidente cerca di confondermi ulteriormente ricordandomi che in qualche modo siamo pure imparentati… ma io non raccolgo le provocazioni. 
Il Presidente e Danielo..belli...si si...
Torniamo alla conta: siamo 36+2. Record! Il pomeriggio trascorre allegramente e ben presto dobbiamo salutarci. Appena salgo in macchina crollo in un profondo sonno, risvegliandomi solo sulle note di “Muscolo rosso” e “Per un bicchier di vino” (per chi non conoscesse le due opere sappia che dovrebbe rimediare…) mentre nel cielo sorge una gigantissima e rotondissima luna piena. Spettacolo! E così dovrebbe concludersi questa giornata. Ma io devo ancora trovare la risposta al dubbio che mi assale da tutto il giorno. Espongo i miei interrogativi a mio papà, nella speranza di trovare la risposta che cerco nella memoria storica della famiglia. È così che parte tutto un intreccio di “il papà del fratello del cugino del nonno della zia dalla parte di madre”, che non fa altro che confondermi ulteriormente. Ci vuole qualche minuto prima di arrivare alla soluzione. 
Il bisnonno del Presidente era fratello del mio bisnonno. Azz. Devo assolutamente rivedere il mio schieramento mulesco. Cercherò di provvedere entro la prossima elezione mulesca che, per chi non lo sapesse, si terrà proprio in occasione del terzo compleanno mula. 
E quindi… appuntamento per tutti a Varazze il 12-13 novembre! 
#vivalamula 
#vivalecastagneelaerofagia 
#viva(forse)il presidente

venerdì 14 ottobre 2016

#mulacontest 2016

L'attesa è finita. L'Antonio ha fatto giudizio.
Ringraziando fin da subito tutti i partecipanti, ecco a voi i risultati del secondo #mulacontest :

Categoria "Figaquesta" ovvero Paesaggi


Al terzo posto:

Sotto la nebbia l'uomo dorme, sopra la nebbia la natura è già sveglia
Ph: Federica Corti

Al secondo posto, pari merito:

Cordate in arrivo sul Cevedale
Ph: Luca Cambiaghi

La fatica
Ph: Chiara Corti

Al primo posto....

Four fellas feeling fulfilled (cit. Mario)
Ph: Federica Corti

Categoria Riflessi

Vincitrice :

Sogno di una notte di mezza estate
Ph: Federica Corti

 

Categoria "Bestie" ovvero "foto alla fauna del mondo"


Al terzo posto, pari merito:

Eravamo in tre, il più scemo eri te
Ph: Annarosa Carbonelli
Stambecco poser
Ph: Giacomo Gervasoni

Al secondo posto:

Tu mancia! Tu mancia!? Infermieri! Infermieri! Lui mancia, lui mancia tutto, lui mancia!
Ph: Giuseppe Paglione

Al primo posto:

Me prude
Ph: Chiara Corti

 

Categoria Tramonti

Vincitore:

Uno skye tramonto
Ph: Riccardo Ficara

Questo è tutto...no beh, qualcosina in realtà manca. Ci sono state diverse foto che si sono contraddistinte per creatività, stranezza, bruttezza, inquadratezza e tutte gli altri aggettivi con -ezza vi vengano in mente. Abbiamo deciso di premiarne una in nome di tutte !

Quindi...

Categoria "Miglior foto non protagonista (del concorso)"

MuloBomberVolante e le sue five fingers
Ph: Arianna Trabattoni

That's all folks!
Tenetevi i pomodori marci per la giuria negli zaini. Li potrete tirar fuori alla castagnata, al compleanno mula o alla panmulata !

W il Presidente!
W l'immagine ottenuta tramite un processo di registrazione permanente e statica delle emanazioni luminose di oggetti presenti nel mondo fisico, selezionate e proiettate da un sistema ottico su una superficie fotosensibile....per gli amici FOTOGRAFIA ! 

Bod a nome della giuria fotografica, del cda Mula e dell'associazione fotografi montani indipendenti e sconosciuti

 

 

lunedì 29 agosto 2016

CEVEDALE, TEMPO DI PROMESSE!!




Ogni tanto mi capita di aprire questo umilissimo blog per rileggere le storie che contiene.
Ogni tanto vado diretto a ricercare un racconto che in qualche modo, per chissà quale motivo, mi risuona in testa. Altre volte mi ritrovo a scorrere l'elenco delle uscite M.U.L.A. per poi finire a riguardare una o più storie spinto invece dal titolo o dalla curiosità...
Quello che fa questo blog è in qualche modo quello di "immortalare", di racchiudere in brevi racconti ricchi di foto giornate con amici o sconosciuti, giornate di sole, vento, neve, giornate di fatiche e di gioie.
Insomma.... qua si trattano i ricordi!!
Gli si da una forma, li si ammaestra e li si rende meno mortali.
Oggi scelgo di "immortalare"una storia che non è direttamente collegata alla M.U.L.A., ma che in qualche modo ne è figlia...
Perchè la montagna è come una bella donna!!
Una donna che ti porta ogni tanto ad alzare il tiro, a desiderare qualcosa di più.

Non più di tre settimane fa ero con Ugo Rocca, cugino di mia madre, in gita al rifugio Casati.
Il giorno prima della nostra escursione era nevicato e ci ritroviamo a camminare in mezzo a montagne ammantante di un candido bianco che sa di purezza.






Adesivo M.U.L.A. dietro a Rif. Guasti





Raggiungiamo il rifugio alle 11 e la titolare ci chiede se vogliamo l'attrezzatura per salire in vetta.
A mio parere è tardi e il tempo non è buono.
C'è molta nebbia, non ne vale la pena!!
Rifiutiamo la "bislacca proposta", ma la titolare ci invita comunque ad andare a vedere i cannoni della prima guerra mondiale che si trovano li vicini.
Ci indica più o meno la strada e ci liquida.
Io e Ugo camminiamo in mezzo ad una fitta nebbia scendendo sotto il rifugio e seguendo quelle che paiono essere delle tracce.
Attorno a noi il silenzio rotto solo dallo sfruscio dei nostri passi.
La nebbia comprime tutto, il suono, il tempo , lo spazio.
Non sappiamo dove siamo e dove stiamo andando.
Ad un tratto scorgo qualcosa in basso a destra.
Mi fermo e dico:"Ugo, guarda in basso che c'è un persona vestita di nero"!!... Guardiamo entrambi attraverso la nebbia. Le distanze si annullano poichè non ne abbiamo reale concezione.
L'essere è li, con la testa nella neve.
E' un orso, porcadiquellavacca!!
Guardo sotto di me e vedo chiaramente delle tracce poco umane.
Facciamo un rapido dietro front e risaliamo verso il rifugio.
Riprendiamo la via di casa e raggiungiamo il parcheggio dei Forni.

E di per se questa storia sarebbe anche finita se non che, giunti alla macchina, Ugo mi guarda e mi dice :" Ah... se oggi avessi insistito un pò io sarei salito in cima"....
Calcio carpiato allo stomaco!!
Ugo ha 60 anni e va più forte di me nonostante abbiamo 30 anni di differenza. Non mi stupisce che lo Zio Biba se lo tirasse volentieri dietro per le sue escursioni...
Guardo Ugo ed affermo:"Bhè...dai...magari l'ultimo week end di agosto...Se il tempo è buono"....
Ugo non è mai salito in vetta. Tanti anni fa, durante il militare arrivò quasi in cima con gli sci durante un'uscita nella quale rimasero bloccati per 5 giorni nel rifugio Guasti a causa di una tormenta.

Passano due settimana che trascorro a camminare sul cammino di Santigo.
In un momento di impeto scrivo a Fra: "venerdì 26 partiamo, dormiamo ai Forni e poi facciamo il Cevedale".
La cosa bella delle "proposte oscene" è che spesso si fa fatica a dir di no a chi te le fa...
Fra accetta e così anche Luca.
E' mercoledì e chiamo Ugo.
Gli dico:"Tieniti libero che andiamo su". Ugo è felice...Infondo gli avevo fatto una mezza promessa...
Il giovedì il piede mi fa malissimo!!
Mi dopo di fastum gel, di ghiaccio e di antinfiammatori.
Ormai il dado è tratto e non posso tirarmi indietro.
Venerdì partiamo verso le 18.30 e, con calma, risaliamo la valtellina e raggiungiamo il parcheggio dei Forni.
E' caldo e ci spianiamo su un prato con i nostri sacchi a pelo.




E' una serata bellissima!!
Il cielo è pieno di stelle.
Si dorme un pò, più o meno...
Umidità, spifferi d'aria, sassi e l'idea della sveglia rendono il nostro sonno un pò incerto.
Alle 4 ci svegliamo.
Ci prepariamo.
Ugo ci raggiunge  e partiamo a camminare nel buio più totale.
Pian piano albeggia e ci si para davanti agli occhi il Gran Zebrù in tutta la sua maestosità.


Saliamo regolari.
Luca e Ugo viaggiano duro.
Io e Fra un pò più lenti e in crisi a causa della banana che abbiamo mangiato poco prima.
Purtroppo il sole ha fatto il suo lavoro e i ghiacciai appaiono ben meno belli e più neri di quanto non fossero tre settimane prima.
Alcune jeep con guide e clienti ci superano.
Saliamo e giungiamo al Casati. 
Ci agghindiamo come farebbero delle belle fanciulle prima di uscire il sabato sera.
Ramponi, imbrago, corda...
Si sale gustandoci tutto quanto è intorno a noi.
L'ambiente è bellissimo e la salita dolce.
Le foto si sprecano in tutto questo incanto.

















 La giornata è fantastica!! Un caldo sole e nessuna nuvola in cielo. Attorno a noi le cordate sono molte.Superiamo un traverso più irto.
Giungiamo ad un'anti cima dove, bellissima, si staglia contro l'azzurro del cielo una cornice di neve.
Camminiamo sulla crestina finale e, poco dopo, alle 10 vinciamo la vetta.









E' caldo, dannatamente caldo per essere a quasi 3800 mt.
Si sta benissimo!! E' tempo di foto e di panorami.
Tutte le 13 cime della catena dell'Ortles sono attorno a noi.
Scorgiamo il Palon de la Mare e sotto di esso il bivacco Colombo, tante volte cercato dallo zio Annibale.
Il Vioz, il San Matteo, il Tresero...
E' bellissimo!!
In cima si sta da Dio!!!



La M.U.L.A. C'E'!!!





Decidiamo di riscendere e risalire per raggiundere il Zufallsputze che è solo 12 mt più basso del Cevedale.
La neve sta "mollando" e camminare con i ramponi da qualche impedimento.
Vinciamo anche questa cimetta e ci rimettiamo sulla strada di discesa.
Scendiamo rapidi.
Sulla piana, stufi, tiriamo via ramponi, imbrago e corda. Non contenti, ci portiamo fuori traccia per andare a vedere i cannoni.
Una lenta attraversata in neve molle.
Abbiamo portato poca acqua e ci troviamo ad essere un pò disidratati.
Infine raggiungiamo il Rifugio dove finalmente riusciamo a bere costosissime Radler.
Ugo vorrebbe salire sulla cima di Solda, ma noi rifiutiamo.
Siamo stanchi di camminare e la discesa è ancora lunga
La montagna è carica di persone, le più salgono per tentare la vetta l'indomani.
Dopo 13 ore in giro e 3400 mt di dislivello raggiungiamo il parcheggio.
Siamo stanchi ma strafelici!!!
Che spettacolo!! Che giornata!! Che avventura!!

E' stata una piccola spedizione che ha portato nel cuore tutto lo spirito più puro della M.U.L.A...
La voglia di osare, di adattarsi, di andare oltre, di improvvisare, di coinvolgere, di gustare.
Grazie ai miei compagni Luca e Fra!!
Grazie a Ugo!!
Grazie alla M.U.L.A. che in qualche modo da sempre lo stimolo di cercare altro.
Un cercare che che ha in qualche modo la pretesa di poter dare.
Dare ad altri sensazioni, desideri o sogni inaspettati. Dare ad altri un'idea sconosciuta del bello,  l'idea del possibile nello sforzo.
Per chi cammina e non sa, o per chi queste storie le può vivere solo dal computer di casa....
Rendo il ricordo un pò meno mortale e lo faccio dono con queste storie.
.....O almeno ci provo.....


W LA M.U.L.A.!!
W UGO, BUON AMICO!!
W BIBA CHE COSI' TANTO SENTIAMO VICINO QUANTO PORTIAMO IL CUORE IN ALTO!!




Danielo